giovedì, ottobre 11, 2007

End game che fatica

Dovrò attendere il fine settimana prima di mettere mano al prossimo capitolo della guida. Nel frattempo scrivo questo post, un po' estemporaneo.
Riflettevo sull'end-game di WoW e di quanto sia per alcuni aspetti faticoso.
Il fatto che tante persone debbano stare assieme, organizzarsi e coordinarsi... che i risultati dipendano sempre dalla performance del gruppo e non del singolo... che ci sia sempre bisogno di discutere, di mediare, di ragionare.. tutto questo secondo me è il bello e il brutto di WoW.

Quando con la gilda riusciamo ad abbattere un boss, magari dopo sere buttate in tentativi andati male, e sento tutti che esultano in TS, la soddisfazione è così tanta che ripaga di tutta la fatica. Io alla fine gioco solo per quei momenti. Andare a vedere i drop e scoprire se c'è qualcosa per me, è emozionante meno della metà di quanto non lo sia un first kill di gilda. Non so se sono strana io o se fa questo effetto anche agli altri.

Una volta pensavo che l'end game fosse un'assurdità: cioè fai istance con lo scopo di vestirti solo perché questo ti permette di avanzare nell'istance successiva. Mi pareva privo di senso. Adesso che ho visto quanto è difficile comunque avanzare, quanta fatica e quanto impegno serve, e quanda soddisfazione se ne ricava, ho cambiato idea. Non è poi così assurdo come meccanismo.

Certo però che a volte rimpiango la mia prima elfetta hunter, quando vagavo da sola per le foreste di Auberdine. Sapevo poco e niente del gioco, morivo tre volte per ogni quest, mi perdevo e non trovavo la strada, sentivo gente che parlava di Scarlet Monastery e mi sembrava una roba da urlo.
Oppure rimpiango certe serate in assoluta solitudine, passate a farmare o a fare quest con calma, seguendo solo i miei tempi e i miei ritmi, senza nemmeno guardare la chat di gilda, con i suoni del game che riempivano la stanza, senza cuffie e senza addon a sporcare l'interfaccia.

Quello era veramente giocare nel senso ricreativo del termine, come quando sei bambino e il gioco è il tuo tempo, il tuo ritmo, la tua scoperta, senza vincoli, senza competizione, senza l'ombra di un dovere.
La fase finale di wow non è un gioco, non in quel senso almeno, somiglia molto di più a un'attività sportiva, a una disciplina. Insomma è una cosa diversa.

Vabbe', non sono mai contenta, o forse è solo una fase di crisi che poi passa. L'ipotesi di mollare non è contemplata. Riuscire ad arrivare davanti a Illidan prima dell'uscita dell'espansione (o alla peggio poco dopo) è comunque un obiettivo che mi stimola ad andare avanti. A dire il vero non sono tanto sicura che ci riusciremo, ma è lo stesso una meta, uno scopo... uhm... non sarà mica come la carota davanti al naso dell'asino?

2 commenti:

KOR ha detto...

Ciao Myra sono Kor.
Ancora una volta ti faccio i complimenti per questo tuo Blog.
Mi piace proprio come scrivi.
Questo articolo sull'End game mi ha particolarmente colpito. Anche se nel mio caso non è passato molto tempo da quando ho creato il mio primo personaggio su Hakkar (un warlock umano), mi trovo perfettamente d'accordo con te quando parli con nostalgia del gioco in "solo" e dei primi tempi, quando tutto è nebuloso, le istance sembrano eventi lontani anni luce e l'end game è una leggenda. Forse il primo personaggio è veramente il più bello. Muoversi in questo fantastico mondo di WOW senza conoscere nulla è troppo affascinante. Scoprire nuovi paesaggi e luoghi vale da solo il costo del gioco. Ogni nuova quest era veramente un'avventura.
Non che adesso io sia un esperto, anzi tutt'altro, però ho una visione un pò più completa del gioco e mi perdo tanta di quella magia di cui WOW è impregnata.
Ora non leggo più le quest e il Lore che c'è dietro. Se capisco chi devo ammazzare vado ed ammazzo senza chiedermi il perchè. Se non capisco guardo le coordinate su Thottbot.
Chi come come non ha moltissimo tempo per giocare deve per forza ottimizzare per stare al passo con gli altri della Gilda.
Per esempio quando sono entrato a kharazan, non ho fatto in tempo a godermi le prime stanze che eravamo già ad uccidere Attumen.
Poi lo stress disumano a fare Moroes e l'Opera e così via sempre in crescendo.
Con i Raid da 25 è ancora peggio. Come nella vita reale è difficilissimo coordinare 25 persone. L'errore di uno costa la vita a tutti gli altri.
Stò soffrendo un pò l'ansia da prestazione che a volte mi fà pensare chi me lo ha fatto fare dopo una giornata di 12 ore di lavoro di stare lì a sudare, teso come una corda di violino, mentre il GM urla comandi a destra e manca mentre potrei stare tranquillo a farmare reputazione coi netherwing o con Ogri la?
Ma poi la gioia che hai descritto tu quando si butta giù un boss al first kill è troppo appagante e il poter dire c'ero anche io è una delle soddisfazioni della vita, come l'amaro Montenegro :)
Quindi teniamo duro e andiamo avanti fino ad uccidere quell cattivone di Illidan !!!
Lunga vita a i lupi neri!

Myra ha detto...

Sì in effetti questa fase è un po' stressante :)
Io spero che si tratti anche del fatto che in questo momento la gilda deve fare un salto di qualità. Magari se ci riesce di farlo questo salto, le cose andando avanti saranno non dico più facili (anzi è il contrario) ma forse un po' meno tese.

 

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